Mission

L’industria del turismo e dell’agroalimentare, che condividono un forte radicamento sul territorio di natura culturale oltre che produttiva, presentano un’importante dimensione quantitativa in termini di produzione, valore aggiunto e occupazione: con oltre 2,2 milioni di posti di lavoro, il turismo incide per il 9% sul PIL nazionale (dati Federturismo 2015) e l’agribusiness, con particolare riferimento alla filiera agroalimentare che include la produzione, la trasformazione e la distribuzione degli alimenti, rappresenta il 13,2% degli occupati (3,3 milioni di lavoratori) e l’8,7% del PIL.

Nelle regioni del Sud, questi settori rappresentano dei veri e propri cardini delle più recenti politiche strategiche di sviluppo legate alla capacità di trasformare i prodotti territoriali in “prodotti turistici” di eccellenza, nonché della loro immagine in Europa e nel mondo. Sono considerati quale elemento trainante di uno sviluppo che valorizza in maniera integrata – e non frammentata – l’intero patrimonio naturale e storico-culturale di cui dispone il sud Italia, in una dimensione capace di coniugare tradizione e innovazione. Si tratta di settori che hanno assunto una ormai innegabile dimensione europea.

Fabbisogni del settore turistico

Il settore turistico si trova di fronte ad una crescente domanda di turismo di alta qualità, a nuove declinazioni e nuovi target, specie in riferimento alla crescita dei “nuovi mercati” europei ed extraeuropei, ponendo le imprese del comparto di fronte alla necessità di accrescere l’attrattività e la competitività, investendo in innovazione verso un’offerta turistica integrata, capace di intercettare le richieste di una clientela sempre più diversificata ed internazionale. Anche l’Agroalimentare opera ormai su scala europea e internazionale. Federalimentare, nell’“Atlante geografico del food made in Italy nel mondo”(2014), fotografa lo status attuale dell’export agroalimentare italiano, mostrando che un’industria su due delle 54mila produce anche per l’estero: dei prodotti italiani, l’80% è rappresentato da quelli del comparto ortofrutticolo, enologico, caseario e della pasta.

In questo scenario, il problema principale riscontrato è la mancanza di adeguate capacità e competenze in capo ai lavoratori, in settori dove flessibilità e mobilità sono fattori estremamente rilevanti. Nuove sfide si pongono al mondo dell’istruzione e della formazione: realizzare percorsi didattici e formativi che integrino i fabbisogni professionali delle imprese del territorio e le esigenze formative degli studenti, per orientarli al meglio nelle scelte occupazionali future.

Il progetto si inserisce in un contesto regionale, e trans-regionale, in cui tale fenomeno si manifesta con particolare evidenza ed è caratterizzato dalla difficoltà del sistema di IeFP di creare efficaci meccanismi di accompagnamento dei giovani verso il mondo del lavoro, dal persistere di una marcata discrasia fra le competenze acquisite dai giovani nel percorso di studi e quelle richieste dalle imprese, soprattutto di tipo tecnico-specialistico, nonché dalla necessità di modelli che consentano il riconoscimento internazionale delle competenze e delle abilità della forza lavoro europea.

“V.A.L.L.E.Y. – Vocational Alliance: from Learning to Labor for European Young” si propone, pertanto, di elaborare e sperimentare a livello trans-regionale un modello che sia in grado di promuovere l’occupabilità dei giovani e agevolare il processo di transizione tra la scuola e il lavoro.

Formamentis, quale ente proponente, è consapevole che tale obiettivo è perseguibile soltanto attraverso la realizzazione di un’alleanza formativa solida e radicata sui territori tra tutti i soggetti concorrono ad indirizzare tale processo: attori istituzionali e sociali, istituti scolastici e sistema produttivo. L’idea è quella di testare un modello che a partire dalla mobilità transnazionale sia in grado di sviluppare strategie di orientamento ed inserimento lavorativo in favore dei giovani efficaci e durature, promuovere la trasparenza e il riconoscimento delle competenze acquisite attraverso l’applicazione delle metodologie e degli strumenti ECVET.

Obiettivi

  • Acquisire le competenze tecnico-professionali chiave nei settori di riferimento
  • Stimolare l’apprendimento ed il perfezionamento della lingua straniera
  • Favorire lo sviluppo di competenze trasversali
  • Contribuire al processo di validazione e riconoscimento delle competenze professionali in linea con le disposizioni del sistema ECVET
  • Accrescere il livello occupazionale e il vantaggio competitivo del tessuto produttivo ed impresariale del Mezzogiorno

Beneficiari dell’azione di mobilità saranno 150 giovani neodiplomati residenti in Campania, Puglia, Calabria e Basilicata, che avranno la possibilità di svolgere un tirocinio professionale della durata di 120 giorni in aziende estere operanti nei seguenti Paesi: Regno Unito, Spagna, Francia, Irlanda e Malta.