Il progetto

Formamentis elabora le proprie strategie di sviluppo partendo dall’idea di una formazione modulata e correlata ai fabbisogni professionali ed internazionali delle imprese e delle professioni.

L’economia del Mezzogiorno è trainata da due principali settori – il turismo e l’agribusiness – che  riflettono più di altri la necessità di figure professionali aventi competenze ed abilità specifiche. Le parole chiave di questi settori sono, infatti, respiro internazionale, capacità di seguire ed interpretare le nuove tendenze, innovazione, iniziativa e flessibilità.

Si tratta di settori dal considerevole impatto economico e occupazionale, caratterizzati tuttavia da un elevato skills mismatch, dalla mancata coerenza tra le competenze possedute dai lavoratori e/o da chi si appresta ad entrare nel mondo del lavoro, e quelle richieste dalle imprese.

La possibilità di correlazione tra i comparti, nell’ottica del miglioramento della promozione e dell’offerta integrata dei prodotti enogastronomici, agroalimentari, culturali e turistici, unita all’opportunità di contribuire all’aumento dell’occupazione giovanile in tali settori, sono alla base del progetto “V.A.L.L.E.Y. – Vocational Alliance: from Learning to Labour for European Young”.

Principali interventi

Esso si pone in linea con un piano di sviluppo europeo condiviso da tutti i membri del Consortium, formulato al fine di intervenire su due aspetti principali:

  • la capacità di attivare sinergie e promuovere partenariati, a livello locale ed europeo, tra i soggetti che concorrono ad indirizzare il processo del passaggio dal mondo della formazione a quello del lavoro – attori istituzionali e sociali, istituti scolastici e sistema produttivo, quest’ultimo rappresentato nel progetto da Federalimentare, Federturismo e Rete Destinazione Sud;
  • l’ampliamento della spendibilità delle qualifiche professionali, tramite la promozione e l’utilizzo degli strumenti di validazione e riconoscimento delle competenze previsti dagli standard europei, quali il sistema ECVET, per facilitare la mobilità geografica e professionale, in un’ottica di internazionalizzazione delle imprese e delle professioni.

Per rispondere a tali bisogni, le Regioni Campania, Calabria, Puglia e Basilicata hanno anzitutto provveduto a disciplinare l’istituzione di Repertori regionali delle qualificazioni professionali, d’intesa con il partenariato economico e le parti sociali. Inoltre, in linea con gli indirizzi della programmazione 2014-2020 e in attuazione dei rispettivi Piani di Azione e Coesione, hanno recentemente intrapreso un ambizioso processo di riorganizzazione dei propri sistemi educativi, approvando, a partire dal 2013, Piani Operativi Triennali per la ristrutturazione dell’offerta formativa regionale. Un’azione resa necessaria dall’analisi dei fabbisogni professionali delle imprese, contingenti e da soddisfare nel breve e medio termine, di figure professionali di diverso livello, in possesso di una formazione tecnico-specialistica approfondita e mirata, congiunta con specifiche conoscenze culturali e competenze trasversali.

Tali regioni sono accomunate dall’esigenza di organizzare un sistema educativo in raccordo con quello economico-produttivo; hanno visto, perciò, nella creazione di Poli Tecnico Professionali (PTP) una risposta capace di generare quel sistema integrato di istruzione, formazione e lavoro che, soprattutto con riferimento alla filiera dei comparti agroalimentare, enogastronomico e turistico, di particolare interesse locale e nazionale, possa contribuire al rilancio economico del Mezzogiorno e allo sviluppo occupazionale. Le imprese del comparto, desiderose di accrescere le proprie prestazioni, pongono una crescente attenzione sulla necessità di disporre di un capitale umano qualificato, quale fattore di competitività e capacità di penetrare sul mercato nazionale ed estero.

Gli Istituti scolastici individuati sono protagonisti del cambiamento in atto; in un’ottica di modernizzazione ed apertura europea del proprio sistema di IeFP, necessitano di migliorare la qualità e la pertinenza dei percorsi offerti tramite programmi di studio adattati ai bisogni del mercato del lavoro e la sperimentazione di metodi e strumenti per un’istruzione più flessibile e personalizzata, supportando la mobilità transnazionale dei propri discenti.

La mobilità transnazionale

Al centro del progetto V.A.L.L.E.Y. vi è la mobilità transnazionale, ritenuta da Formamentis e da tutti i membri del Consortium, lo strumento privilegiato per lo sviluppo e l’acquisizione delle competenze necessarie a supportare e agevolare l’ingresso dei giovani in un mercato del lavoro.

Le imprese richiedono personale sempre più formato, in possesso di competenze chiave, specifiche di ruoli e mansioni che tendono gradualmente a definirsi e specializzarsi. L’industria del turismo si trova di fronte all’emergere di nuove sfide e tendenze: dalla capacità di intercettare una domanda proveniente da aree, anche extra-europee, caratterizzate da “nuove” culture e bisogni, all’emergere di nuove forme di turismo (ecoturismo, turismo sostenibile, responsabile, esperienziale, ecc.), che si legano progressivamente alla più ampia filiera dell’agribusiness, nei suoi comparti agroalimentare ed enogastronomico, in termini di valorizzazione e promozione di un prodotto turistico integrato.

La formazione di base fornisce certamente le conoscenze e gli strumenti utili ad espletare i compiti principali nei settori di riferimento. Nel contesto globale, le imprese operanti nei settori del turistico e dell’agribusiness hanno però intrapreso importanti strategie di internazionalizzazione, di prodotti e servizi, che richiedono versatilità, apertura mentale, capacità di adattamento ed interazione con una clientela esigente, diversificata ed internazionale; figure specializzate, dotate altresì di spirito di iniziativa e flessibilità, capaci di rispondere alle nuove trasformazioni emergenti.

In tale contesto, la mobilità assume fondamentale rilievo per rispondere al bisogno di un maggiore raccordo del sistema con il mondo produttivo, nell’ottica di facilitare la transizione dalla scuola al lavoro dei giovani che muovono i primi passi nel mercato occupazionale, nonché di un rafforzamento dei processi di riconoscimento delle competenze professionali. L’importante azione di mobilità prevista vuole dunque contribuire al superamento di due dei principali problemi che ostacolano, tutt’oggi, il pieno potenziale della mobilità per l’apprendimento all’interno dell’Unione europea: la trasparenza delle qualifiche e il riconoscimento dei periodi di formazione trascorsi all’estero e delle relative competenze acquisite.

Con V.A.L.L.E.Y., la cooperazione tra i membri del Consortium e i partner europei diventa la base da cui nasce e si sviluppa un approccio mirato a favorire e supportare la mobilità dei giovani nei settori di riferimento, a livello transregionale, nazionale ed europeo, e a promuovere e sperimentare nel contesto comunitario l’insieme degli strumenti che danno valore alla mobilità transnazionale, tramite l’introduzione e l’applicazione delle metodologie previste dal sistema europeo di crediti per l’istruzione e la formazione professionale ECVET.